|
Richiesta di restituzione aiuti comunitari dall' AGEA |
|
La comunicazione della Procura della Repubblica circa l’esistenza di un procedimento penale pendente a carico di un soggetto che ha percepito aiuti comunitari non è sufficiente all’Agea per intimare la restituzione degli aiuti stessi e magari sospendere anche il pagamento di quelli ulteriormente dovuti.
E’ questo il contenuto di una sentenza del Tar del Lazio, chiamato a decidere sulla controversia insorta tra l’Agea e un operatore che si era visto bloccare aiuti per oltre 219 mila euro. Non è infrequente il caso in cui l’Agea appena ricevuta comunicazione dell’apertura un procedimento penale a carico di un operatore in ordine a un presunto percepimento fraudolento di aiuti comunitari, procede a bloccare il pagamento di qualsiasi altro aiuto dovuto allo stesso soggetto fino alla concorrenza dell’importo che potrebbe essere stato percepito in maniera fraudolenta.
Nella sentenza depositata il 7 gennaio 2010 i giudici del Tribunale amministrativo del Lazio, hanno argomentato, anche sulla scorta della giurisprudenza della stessa Sezione in analoghe fattispecie, che il provvedimento di sospensione dei pagamenti fino all’importo oggetto delle domande di aiuto esaminate dalla procura, pur avendo carattere cautelare, e provvisorio, non può tradursi in un blocco incondizionato delle erogazioni spettanti all’avente diritto senza alcun termine temporale e finale e soprattutto senza alcuna specifica motivazione in ordine alle ragioni poste a sostegno della misura cautelare.
|
|
|